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La tassa rifiuti nel 2021 si verserà tramite PagoPa

da Il Sole24Ore - Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce

Dal 2021 versamento unificato di Tari e Tefa anche attraverso PagoPa fermo restando le attuali modalità di pagamento. Con decreto ministeriale datato 21 ottobre 2020, in corso di pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale", il dipartimento delle Finanze ha così regolamentato, con un allegato recante le specifiche funzionali, i versamenti elettronici delle entrate comunali effettuati utilizzando la piattaforma PagoPA, disciplinandone modalità di riversamento e di trasmissione dei relativi dati, e dettando altresì misure di semplificazione degli adempimenti richiesti ai soggetti passivi debitori ai quali saranno inviati.

Il decreto giunge in un momento di profonda evoluzione e sviluppo dei sistemi di pagamento elettronici, soprattutto per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni le quali, entro il 28 febbraio 2021, dovranno infatti aver integrato i loro sistemi di incasso con la piattaforma PagoPa potendo avvalersi a tal fine anche di servizi forniti da altri soggetti pubblici o da fornitori di servizi di incasso già abilitati.

Con la stessa decorrenza del 28 febbraio 2021, e perciò dal 1° marzo, i prestatori di servizi a pagamento - Psp, e quindi di fatto gli istituti bancari, saranno obbligati ad utilizzare in via esclusiva tale piattaforma, gestita da PagoPa Spa, per i versamenti a favore delle pubbliche amministrazioni così da consentire anche i pagamenti digitali dei cittadini.

Nel dettaglio, sul presupposto che tutti i Comuni sono tenuti ad aderire a PagoPa secondo quanto previsto dall'articolo 5 del Cad, il decreto ministeriale individua le specifiche funzionali che permetteranno, a partire dall'annualità 201 e per quelle successive, di effettuare tramite piattaforma i versamenti di Tari e cioè della tassa sui rifiuti, della Tari di natura corrispettiva nonché della Tefa, e cioè del tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente. Il contribuente potrà poi scegliere il Psb con cui effettuare il pagamento, emettendo la richiesta di pagamento telematico (Rpt) - ossia il documento informatico che riporta gli estremi della posizione debitoria identificata tramite un codice univoco (Iuv).

Il Comune, tramite la Rpt, può incassare il pagamento attraverso diversi canali messi a disposizione dai numerosi Psb aderenti a PagoPa e ottenere, di contro, la ricevuta telematica (Rt) - ossia il documento informatico che il Psp predispone e PagoPa valida allo scopo di attestare l'avvenuto pagamento e garantire l'irrevocabilità dello stesso - che è liberatoria nei confronti del cittadino.

Il Comune e il soggetto affidatario del servizio dovranno inoltre emettere gli "avvisi di pagamento PagoPa", con le indicazioni per procedere al saldo del dovuto, da recapitare ai destinatari anche attraverso la generazione di avvisi digitali tramite l'App "Io". Entro 30 giorni dalla pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale" del decreto, tali requisiti saranno recepiti dalle specifiche tecniche della piattaforma PagoPa e pubblicate sul sito www.pagopa.gov.it alla sezione "Linee guida e regole tecniche", con indicazione anche di termini e condizioni per aderire alla soluzione centralizzata messa a disposizione da PagoPa Spa per i comuni che non sono in grado di sviluppare proprie soluzioni.

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